Tanti possono riscontrare una perdita di appetito, non sempre si tratta però di un segnale positivo. E se fossi malato?
Ognuno di noi conosce bene il proprio corpo e sa quali sintomi possono essere considerati “normali”, magari per effetto di una qualche patologia o di alcuni farmaci che si stanno assumendo, e quali non devono essere ritenuti tali. Se qualcosa si dovesse verificare in maniera insolita non può che essere importante approfondire la questione con il medico: una di queste può essere la mancanza di appetito.
Chi vive una situazione simile a volte tende a guardarla addirittura con favore, specialmente se ha qualche chilo di troppo e fatica a smaltirli. Non avere il desiderio di buttarsi sul cibo in alcune giornate può essere ritenuto provvidenziale se si vuole ottenere un risultato, anche se sarebbe bene comunque evitare di improvvisare e farsi seguire da un dietologo. Ben diversa può essere la situazione se questo accade frequentemente e almeno in apparenza non si sta vivendo una fase di forti preoccupazioni che può incidere anche sull’alimentazione. Sottovalutare il problema può essere però un grave errore.
Le motivazioni per cui si può riscontrare una perdita di appetito, che può a volte durare anche qualche giorno, possono essere diverse. Spesso si tratta di una situazione che viene riscontrata soprattutto dalle persone che soffrono di ansia e che possono essere in tensione per alcuni problemi, sentimentali e lavorativi, per questo non hanno grande voglia di mettersi a tavola.
Fingere che tutto vada bene può essere però un grave errore, specialmente se si tratta di un modo di agire che dura da tempo e che può sfociare in una depressione vera e propria. Chi non ha mai vissuto in prima persona una situazione simile tende a prendere tutto con leggerezza, senza tenere presente che questo può portare a compiere anche gesti inconsulti. Rivolgersi a uno psicologo prima che il quadro clinico possa degenerare è quini provvidenziale. Spesso questo può dipendere poi da un disturbo alimentare; un chiaro sintomo di anoressia, che può richiedere anche il ricovero in diversi pazienti (non riguarda solo gli adolescenti, è bene precisarlo).
In altri casi si arriva a non avere appetito anche per cause quali il male allo stomaco o l’influenza. In genere tutto si risolve in maniera spontanea o con l’assunzione di antibiotici (su prescrizione medica) e antinfiammatori, se però non si notano miglioramenti di alcun tipo prenotare una visita può essere doveroso.
Ci sono però dei casi che non possono essere esclusi a priori e che possono far pensare a una patologia seria. A volte la mancanza di appetito è da addebitare ad anemia, diabete, problemi alla tiroide e allo stomaco o addirittura al cancro. Parlarne con il medico curante, che conosce bene anche la nostra situazione clinica, è ideale per decidere se sia necessario fare approfondimenti ad hoc in modo tempestivo.
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